I principali riferimenti visivi sono ancora oggi quelli che hanno strutturato l’assetto urbano cinquecentesco e ottocentesco: la cinta magistrale bastionata e il sistema delle caserme. Tuttavia la presenza di elementi incongrui, edifici e vegetazione, e le trasformazioni delle architetture e degli spazi, ostacolano la percezione diretta ed espressiva dell’insieme urbano.
Ricordiamo, tra le trasformazioni più incisive, il tracciato stradale ottenuto con la costruzione di un nuovo ponte, l’apertura di un varco nella cinta bastionata, la parziale demolizione della caserma di fanteria, la riduzione del parco ottocentesco. Sull’opposta riva fluviale ostacola la percezione d’insieme del paesaggio urbano la scuola elementare ubicata in piazza Ferdinando di Savoia, sulla riva del canale di mezzo. Quest’edificio interrompe la direttrice che metteva in diretto collegamento visivo l’invaso spaziale della piazza d’Armi, delimitato dalla Rocca e dall’Ospedale Militare, con la cinquecentesca facciata di Porta Verona e con la Caserma di Artiglieria, sulla riva opposta. Chi entrava da Porta Verona, prima della costruzione della scuola elementare, aveva la percezione complessiva delle due parti fondamentali della città.
Per quanto riguarda la vegetazione, occorre ricordare l’esistenza di alberi di notevole importanza naturalistica e storica, inseriti nel sistema del parco ottocentesco. Questo insieme, seppur in parte trasformato rispetto all’originale, merita speciale attenzione; si dovrebbe riordinare il verde pubblico, spesso trasformato da impianti disorganici al disegno originario ed al complesso edificato. La medesima considerazione va ripetuta per i terrapieni della cinta magistrale, dove la vegetazione appare ancor più disordinata e contrastante con le strutture monumentali.